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martedì 3 febbraio 2015

Casa: prezzi 2014 -5,6%, Firenze la più cara, scalza Roma

Calo più forte a centro e sud, tiene nord est. E' Catanzaro la città dove i prezzi al metro quadro sono più bassi


Nel 2014 i prezzi degli immobili residenziali hanno subito un calo annuale pari al -5,6% con una diminuzione dei prezzi che si è accentuata nella seconda metà dell'anno. E' quanto risulta dai dati dell'Osservatorio di Immobiliare.it. A dicembre 2014 il prezzo medio ponderato degli immobili residenziali italiani si è assestato a 2.166 euro per metro quadro. Le città dove i prezzi al metro quadro sono più altiFirenze (3.657), Roma (3.566), Milano. Il capoluogo di provincia dove comprarsi una casa costa meno è invece Catanzaro

A livello annuale il calo maggiore delle cifre richieste si è registrato alCentro (-7%) e al Sud (-6,8%), con una significativa svalutazione degli immobili rilevata in Molise (-18,2% in un anno). L'area che, di contro, ha mostrato nell'anno la tenuta maggiore dei prezzi è il Nord-Est: Trentino Alto Adige (-1,2%) e Friuli Venezia Giulia (-2,2%) sono le regioni che hanno arginato meglio il calo.

    Rispetto alla precedente rilevazione i prezzi tornano a calare in misura più evidente nelle grandi città (-4,8% in sei mesi), dopo un semestre in cui erano le più piccole a soffrire di più (queste si fermano al -3,5%). Tra le città capoluogo di regione i cali maggiori registrati a dicembre 2104 rispetto allo stesso mese del 2013 a L'Aquila (-17,7%), Campobasso (-16,6%) Aosta(-11,9%); le città dove i prezzi si sono ridotti di meno Trento e Firenze (-0,7%) e Potenza(-1,1%). Forte il calo a Roma (-8,4%).

MULTA DELL’ANTITRUST A EASYJET: “LOW COST” INGANNEVOLI

La compagnia aerea pubblicizzava sul web proposte promozionali a prezzi particolarmente vantaggiosi, “senza rendere evidenti le effettive condizioni e limitazioni dell’offerta”


Multa dell’Antitrust a Easyjet. La compagnia aerea dovrà pagare 170 mila euro per tariffe “low cost” ingannevoli.
In base ai risultati dell’attività ispettiva condotta dalla Guardia di Finanza, è stato accertato che Easyjet pubblicizzava sul web una proposta promozionale a prezzi particolarmente vantaggiosi, “senza rendere evidenti in maniera adeguata al consumatore le effettive condizioni e limitazioni dell’offerta”.
Infatti, le condizioni offerte sul sito della compagnia per un volo di sola andata sarebbero disponibili soltanto per un viaggio effettuato da due passeggeri. Nel caso di prenotazione singola, invece, la tariffa finale risulterebbe addirittura maggiore rispetto a quella pubblicizzata.
Inoltre, secondo l’Antitrust le informazioni fornite da Easyjet al momento della prenotazione “sarebbero insufficienti a rendere consapevole il passeggero della limitazione alla quale è soggetta l’offerta”.
In una nota della compagnia aerea si legge che “Easyjet prende atto della decisione di multare la compagnia per un problema nella sezione offerte del sito in lingua italiana e ora valuterà come procedere”.

Telecom Italia frena sul dossier Oi



Telecom promette di accelerare gli investimenti per la rete di Tim Brasil e frena su una possibile aggregazione con Oi. In Europa il gruppo telefonico si guarda intorno: non ci sono riferimenti espliciti ma è all’operazione Metroweb che l’amministratore delegato Marco Patuano sembra far riferimento in un’intervista a Valor, quotidiano economico brasiliano. «In questo momento la situazione ci suggerisce che è meglio concentrarsi su Tim Brasil - dice il manager nell’intervista -. Circa la possibilità di una integrazione, presenta un livello di complessità difficilmente compatibile con l’approccio di corporate governance del gruppo Telecom». Dichiarazioni che hanno contribuito a far sgonfiare la speculazione sul titolo, ieri in calo del 2,32%, mentre Oi, che venerdì scorso era scesa di oltre il 10%, ieri ha rimbalzato. A Madrid invece ha sofferto Telefonica (-2,67%) sulle indiscrezioni di un aumento di capitale molto più grande del previsto (fino a 5 miliardi invece dei 3,4 miliardi attesi) per finanziare le acquisizioni e rafforzare il bilancio.



Tornando a Telecom, il dossier più caldo di piazza Affari sembra dunque per ora congelato. Gli occhi del mercato erano infatti puntati sull’ipotesi di una fusione con l’operatore carioca Oi che, come ricorda Valor Economico, sta attraversando un momento difficile con continue diminuzioni del valore di mercato (da inizio anno ha perso il 35%). E’ altrettanto vero, però, che Patuano in più occasioni ha ribadito di voler valutare una eventuale operazione su Oi senza fretta. Anche perchè pendono diverse incognite. Specie sul piano regolamentare. Tra queste, spicca il contenzioso per gli obblighi inevasi gravanti sull’incumbent. Secondo stime, il rischio di sanzioni potrebbe arrivare fino a 22 miliardi di reais (quasi 7 miliardi di euro). Ma tra i temi caldi c’è anche la durata della concessione per la telefonia fissa. Quella di Oi scade il 31 dicembre 2025, troppo poco se si devono programmare interventi di ammodernamento strutturale della rete.

Oi, sottolinea Valor Economico, ha dichiarato di voler svolgere un ruolo da protagonista nel consolidamento del settore in Brasile. La Banca BTG è stata contattata dall’operatore per imbastire una proposta per Tim Brasil, da acquisire assieme a Claro e Telefonica. «Non ho mai visto un assegno sul tavolo», ha precisato Patuano. L’amministratore delegato ha poi spiegato che «lo stile di Telecom Italia è quello di non fare nulla nel mezzo della tempesta. E mantenere un atteggiamento molto industriale. In questo momento la situazione ci suggerisce che sia meglio concentrarsi sulla società » ha dichiarato Patuano a Valor, sottolineando che «l’evoluzione è un po’ turbolenta, c’è un po’ di agitazione ma Tim sta facendo un ottimo lavoro, un passo dopo l’altro». Durante il viaggio in Brasile l’ad e il presidente Giuseppe Recchi - che riferiranno al cda del 5 febbraio - hanno incontrato tra gli altri il ministro delle comunicazioni e quello dello sviluppo economico brasiliano e oltre a riconfermare l’impegno hanno ribadito di essere investitori di lungo periodo per i quali un ciclo economico, difficile come quello che sta vivendo il Brasile, non conta.

Tesoro: a gennaio avanzo del settore statale di 3,4 miliardi

Nel mese di gennaio 2015 si è realizzato un avanzo del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 3.400 milioni, rispetto ad un fabbisogno di 566 milioni del mese di gennaio 2014.
Commento
Nel confronto con lo stesso mese dell'anno precedente il risultato di gennaio 2015 è ascrivibile all'effetto congiunto di minori pagamenti per interessi sul debito pubblico, minori finanziamenti al bilancio europeo, nonché di minori prelevamenti dai conti di Tesoreria. Gli incassi fiscali del mese registrano una flessione rispetto al gennaio 2014, quando furono riscosse sia la cd. "mini Imu", sia la maggiorazione TARES.